Il riscaldamento domestico torna al centro dell’attenzione con l’avvio della stagione fredda. Nel comunicato del 22 ottobre 2026, ENEA presenta quattro linee guida per contenere i consumi e la spesa delle famiglie, mantenendo il benessere negli ambienti e riducendo l’impatto ambientale.
Si tratta di una notizia recente rispetto al 31 ottobre 2026. Il richiamo alle misure adottate durante la crisi energetica del 2022 costituisce invece un approfondimento su un’esperienza passata: nel comunicato viene utilizzato per stimare risparmi possibili, senza annunciare una nuova applicazione generalizzata di quelle disposizioni.
Regolare il calore partendo dalle esigenze della casa
La prima indicazione riguarda temperatura e tempi di funzionamento. ENEA suggerisce di impostare l’ambiente a 19°C e di rispettare i limiti di accensione previsti per la propria zona climatica. Secondo quanto riportato dall’Agenzia, abbassare la temperatura di un grado può ridurre fino al 10% i consumi di combustibile.
Questo dato va letto come un risparmio potenziale, non come un risultato identico per ogni abitazione. Il messaggio del comunicato è che una gestione consapevole dell’impianto può contribuire a contenere gli sprechi senza affidare tutto alla sostituzione delle apparecchiature.
La sensazione di caldo, inoltre, non coincide semplicemente con il numero visualizzato sul termostato. Contano anche le condizioni delle superfici, l’umidità, le correnti d’aria, l’abbigliamento e l’attività svolta dalle persone.
Limitare le dispersioni senza rinunciare al ricambio d’aria
La seconda linea guida riguarda il calore che si disperde. Tra i gesti indicati da ENEA ci sono lasciare liberi i radiatori da tende e mobili e schermare le finestre durante la notte, abbassando le tapparelle oppure utilizzando tende pesanti.
Il ricambio d’aria resta necessario per allontanare l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione e le sostanze rilasciate da arredi, materiali e prodotti per la pulizia. Il comunicato suggerisce aperture brevi, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, quando l’aria esterna è più calda.
Anche pareti e serramenti incidono sul comfort: superfici fredde o poco isolate favoriscono la cessione di calore dal corpo all’ambiente. Per questo aumentare la temperatura dell’aria non risolve da solo tutte le cause della sensazione di freddo.
Impianti efficienti e regolazione dei consumi
Il terzo ambito è l’ammodernamento tecnologico. ENEA richiama caldaie a condensazione e pompe di calore di ultima generazione, associate a valvole termostatiche e sistemi di regolazione climatica. Per questa combinazione indica una possibile riduzione dei consumi complessivi fino al 25%.
Cronotermostati, sensori di presenza e regolatori a distanza possono adattare la temperatura alle effettive esigenze degli ambienti. I contatori intelligenti consentono invece di seguire i consumi e riconoscere anomalie che possono segnalare guasti, perdite o sprechi.
L’Agenzia distingue il contributo immediato dei comportamenti dagli effetti più duraturi degli interventi strutturali. Sostituire impianti obsoleti e migliorare l’isolamento sono interventi da pianificare per ottenere una riduzione stabile dei consumi.
Manutenzione e check-up completano la strategia
La quarta indicazione riguarda la pulizia degli impianti e i controlli regolari affidati a tecnici qualificati. Nel comunicato la manutenzione viene richiamata come obbligo di legge e come misura di sicurezza, oltre che come elemento utile all’efficienza.
Le indicazioni ENEA mettono così in relazione gestione quotidiana, condizioni dell’edificio e qualità dell’impianto. Per il settore residenziale, il punto centrale è considerare insieme questi aspetti: il comfort abitativo dipende dall’intero ambiente domestico e dal modo in cui viene utilizzato.
