Nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni aumentano del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le compravendite residenziali rimangono sostanzialmente stabili. I dati provvisori ISTAT mostrano una crescita annua dei prezzi più lenta rispetto al primo trimestre, quando l’aumento era stato del 5,1%.

I risultati si riferiscono al secondo trimestre 2026 e non costituiscono nuove rilevazioni di novembre. Descrivono il periodo osservato e non consentono di stabilire che cosa sia accaduto nei mesi successivi.

Come leggere l’aumento nazionale

L’indice dei prezzi delle abitazioni, IPAB, sale dell’1,7% rispetto al trimestre precedente. Il confronto trimestrale misura il movimento rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti; quello annuo confronta lo stesso trimestre di anni diversi.

Entrambi indicano prezzi in aumento. Il rallentamento riguarda la crescita annua: il passaggio dal 5,1% al 4,0% significa che i rincari proseguono a un ritmo inferiore.

L’indice considera le abitazioni acquistate dalle famiglie per uso abitativo o per investimento. I risultati riguardano quindi gli acquisti e non descrivono l’andamento dei canoni di affitto. Il dato nazionale permette di seguire l’evoluzione complessiva dei prezzi, senza attribuire un valore a un singolo immobile.

Abitazioni nuove ed esistenti

Su base annua i prezzi delle abitazioni nuove crescono del 5,0%, quelli delle abitazioni già esistenti del 3,7%. ISTAT segnala un rallentamento della crescita annua per entrambe le componenti rispetto al trimestre precedente.

Le percentuali misurano la variazione dei prezzi all’interno di ciascun gruppo. Non esprimono la differenza di costo tra una casa nuova e una già esistente: lo scarto tra i due aumenti non permette di calcolare quanto dovrebbe costare in più uno specifico appartamento nuovo. Il comunicato confronta le dinamiche dei due segmenti, senza fornire un confronto economico tra singoli immobili.

Le differenze tra territori e città

In tutte le ripartizioni territoriali i prezzi aumentano sia rispetto al trimestre precedente sia su base annua. Il Centro registra l’incremento annuo più elevato, pari al 5,1%. Seguono il Nord-Est con il 4,2%, il Nord-Ovest con il 3,9% e il Sud e Isole con il 2,6%.

Tra le città pubblicate, Torino registra una crescita annua dell’8,5%, Roma del 6,4% e Milano del 2,4%. La dinamica accelera a Torino e Roma, mentre rallenta a Milano.

Chi cerca o vende casa deve quindi considerare che l’andamento dell’area interessata può differire dalla media nazionale. Anche il dato cittadino resta aggregato: la pubblicazione non offre valutazioni per quartiere né stime del prezzo di una determinata abitazione.

Compravendite stabili e prezzi in aumento

Il comunicato riporta una variazione annua delle compravendite residenziali dello 0,1%, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. ISTAT descrive questo andamento come una sostanziale stabilità dei volumi.

Le transazioni indicano quanto si compra; l’indice dei prezzi misura come cambiano i prezzi delle abitazioni acquistate. Nel trimestre osservato, gli scambi sostanzialmente stabili si accompagnano a ulteriori rincari.

Leggere insieme i due indicatori aiuta a inquadrare il mercato prima di un acquisto o di una vendita. Il comunicato non misura però i tempi necessari per vendere, gli sconti ottenibili o i margini di trattativa.