Nel secondo trimestre 2026 le compravendite non residenziali crescono, con differenze tra negozi, uffici e capannoni. I dati sono quelli delle statistiche dell’Osservatorio del mercato immobiliare riprese da FiscoOggi nell’articolo del 10 settembre 2026. Si riferiscono dunque a quel trimestre e alla pubblicazione di settembre, senza aggiornamenti diffusi oggi.

Il quadro interessa chi compra o vende un locale commerciale e i professionisti che gestiscono anche immobili diversi dalle abitazioni. Chi cerca casa deve tenere presente il perimetro della rilevazione: questi risultati riguardano il mercato non residenziale e non descrivono l’andamento delle compravendite di abitazioni.

Oltre 66mila compravendite, con differenze tra comparti

Secondo la ricostruzione di FiscoOggi, le compravendite non residenziali superano le 66mila unità, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Il comparto terziario-commerciale e quello produttivo sostengono la crescita, mentre gli immobili agricoli registrano una flessione.

Per leggere il risultato occorre distinguere le tipologie di immobile e la loro collocazione. Nella pubblicazione, negozi, uffici e capannoni mostrano andamenti di direzione e intensità diverse. Il totale nazionale offre quindi un contesto da affiancare ai dati del segmento e del territorio in cui si trova l’immobile.

Negozi: crescono gli scambi e le superfici

Le compravendite di negozi superano le 12mila unità, con un aumento del 5,7% su base annua. La crescita interessa tutte le aree del Paese ed è più intensa nei comuni non capoluogo. Aumentano anche le superfici complessivamente scambiate.

Tra le grandi città, FiscoOggi segnala risultati particolarmente favorevoli a Genova, Palermo e Bologna. Anche Milano presenta un andamento positivo, mentre Roma, Torino e Napoli registrano contenute variazioni negative.

Per chi valuta la vendita o l’acquisto di un locale, queste differenze delimitano la portata del dato nazionale: l’aumento complessivo degli scambi di negozi non corrisponde a una crescita in ogni città. La situazione del territorio interessato va esaminata insieme al risultato generale.

Uffici: scambi in calo, superfici in aumento

A livello nazionale, le compravendite di uffici diminuiscono dello 0,6%, mentre aumenta la superficie complessivamente trasferita. Il numero delle operazioni e la superficie compravenduta misurano aspetti diversi del mercato e, in questo trimestre, si muovono in direzioni opposte.

La distribuzione territoriale mostra una crescita nel Nord Ovest, una sostanziale stabilità nel Nord Est e nelle Isole e una riduzione al Centro e al Sud. Nei mercati degli uffici di Roma e Milano la fonte segnala cali marcati. Anche all’interno del comparto terziario-commerciale, dunque, l’andamento degli uffici richiede una lettura distinta da quello dei negozi.

Capannoni: ripresa del 2,8%

Dopo la flessione del trimestre precedente, le compravendite di capannoni tornano a crescere e aumentano del 2,8%. Le operazioni si concentrano prevalentemente nei comuni non capoluogo.

Il Nord Ovest contribuisce maggiormente alla crescita, seguito dal Sud. Le altre aree risultano in calo: anche per i capannoni, il risultato nazionale comprende dinamiche territoriali differenti.

Che cosa si può ricavare dai dati

Le statistiche aiutano a collocare una compravendita nel contesto del suo segmento e del territorio. Non consentono però di attribuire un valore a un immobile specifico: l’aumento degli scambi riportato dalla fonte, da solo, non documenta un aumento dei prezzi.

I dati non offrono neppure elementi sufficienti per ricavare rendimenti o tempi di vendita, né per formulare previsioni sul mercato delle case.